(un modo vecchio come il mondo per mettersi sul mercato)
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Virginio
Z
Coi piedi bagnati d’uva
il ballo dentro al tino risuona di cerchi
di ferro e legno
di sottane da casa
tirate sui fianchi
di grappoli ceruli
e coccole in pegno
decorate di schizzi viola
baccanti operaie poetesse nel brodo
ebbre dai piedi
coi seni alla gola
legan le lingue in un languido nodo
(Alessandro Carta)
visitato *loading* volte
Per te scelsi la rana…. principe di gioia…. Il tuo reame è vasto.. sopra e sotto…. sotto-sopra.. e…. sopra a tutto…. sotto. ….Seduto su una foglia saggi l'acqua circospetto…. strizzi l'occhio sotto al ghiaccio.. e ti salvi dal crepaccio…. scoprendo che al perchè ..non c'è mai fine. …. Ben ti sta quella corona.. e il ventre imbrillantato.. ricco di dolcezze…. Quasi quasi ti dò un bacio_
….Per te…. squalo…. ho trovato un pesce spada…. sarà per via del naso…. la protuberanza che s'incaglia e fa macello a tutto spiano…. D'altro canto.. fungere potrebbe da timone… o da deriva…. rincorrendo discalculabili le rotte.. e gai.. i.. dementi…. D'altr'onde.. la buona fortuna aiuta gli audaci_
….Per te…. ma non con te…. ho preso un granchio…. di milo e con le braccia. Gli occhi fuor dall'acqua.. e il carapace immerso a tratti…. Conosci la parola.. e resti muto a denti stretti…. risate…. …. Oh granchio…. che cammini avanti indietro.. e di lato.. a lato e lateralmente! …. A volte un capitombolo.. un tuffo improvvisato….. e limpido sei.. a riemergere di nuovo sulla terra!
piove
piove sul tetto
sulle tegole desolate
piove
piove sulle campane
il suono floscio
piove
piove il grigio dell'aria
sui monti
piove sui verdi
sui prati distesi
piovono fitti piombini sul mare
piove a raffica sulle baracche
piove
piove sui cavoli nell'orto
piove sui tendoni del circo
piove sui sassi
piove sugli argini del reno
piove
piove, senza perdono_
venezia sparirà nella laguna
venezia sparirà nella laguna
venezia sparirà nella laguna
ON AIR
by amilga
http://oboesommerso.splinder.com/post/16507164#comment
nel tabernacolo delle pie lacrime
ostie di viso si recano a piangere
gli occhi rivolti su al cielo
paesi che brillano stelle
torbide terre si mischiano all'acque
che nere richiamano fosse
a fianco nessuno si turba
nè nota un singulto o un capriccio
infatti si scorgono abissi
nel minimo spazio al bracciolo
michele al taMatete ti apre il cuore di bologna
come un guitto dall'affresco sulle volte dell'alcova
giù per gli angoli di rose dalle lacrime commosse
ti conduce fra la Callas e Medea con Pasolini
fra i sensi del percorso e il barocco bolognino
i cristalli teatrali e piroette ballerine
di dante le commedie e gli inferni clericali
i pater noster in babele recitati dal conclave
e l'ufficio di milena insegna l'ora
magistrale monumento di beltà
stasera la luna ci mostra il sedere
irridente
sarà il rito ambrosiano
a scoprire un volto di donna
dirigibile alata che cala fra guglie
in un bagno di folla
nella piazza gremita del duomo
spargendo abbracci arancioni
con riso piano a lungo e evidente
saranno le macchine-uccello di leonardo
dai lumi a petrolio oscillanti
che aprono ciclici valichi
nella padania a pedali
saranno i draghi dagli occhi di fuoco e le nari fumanti
a cibare i cristiani
o la gentile farfalla gigante
e dai ragni corposi le lungherrime gambe
o i circensi dal cielo che come lievi zavorre
slegati discendono accesi
e un nuovo bolero
ricorda domani
ha il muso corrucciato
l'infanta disperata dal capriccio
e occhi bagnati di cane lascivo
incide coi denti
si strappa a lembi la bocca
lol svogliata incrocia la sua mira
assertiva
adorabile e assertiva
da come le punge il sentimento la vescica
e tira e spinge
e dà fondo al gioco dalla secca rotula al polpaccio
i bicchieri trasudano sul tavolo /
cerca di entrare dai vetri la pioggia
il pavè alla toilette è un cocktail immaginario
mentre asciuga i polsi rinfrescati
entrano uomini dai cappelli bagnati
abbozzano sorrisi dalle labbra pronunciate
frivole promesse
ginger limone e cubetti
il timore del ghiaccio
stuzzica, tergiversa all'orlo
la musica in fondo
fa da motivo
lol è inchiodata ai calzari di clarissa
gli uomini le prendono sottobraccio
e le portano via
E' una corolla di labbra
la fattura della sua bocca
e i baci che ruba
un ladrocinio assistito:
sequestra l'anima a pezze
disseminando vuoti
a rendere tra i pori
è una piccola ladra
dorata e furtiva
una gazza radiosa e giuliva
t'incanta la sua litania nei racconti
e le dolci promesse di gola
l'incedere lento del suo passo alato
sfiora le foglie ed i rami
tra nidi di paglie covate
un'asina raglia là in fondo al cortile
nella fattoria dei desideri

Costase in OrtoGrafia, accorgim...
Costase in il tuo o...
oggi
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