(un modo vecchio come il mondo per mettersi sul mercato)
A.A.A. - M'ai space - NEW - NEW - NEW -
A1 - Caffè d'amilga
A2 - Iole Toini
A3 - Lilli Hofer
A4 - Silvia Molesini
A5 - Sergio Costa
A6 - Artur Scantini
A7 - ZeroPoetry
A8 - Gianni Cossu
B come Baccanale
I figlibbelli
Il bakis
Il Diario di Gala
Il mago di Oz
Il MaleFatato
Il MeloGrano
Il naki naki
Il SexTraOrdinaire
L'abonomo
L'aforgue
L'agloria
L'argo del Rosso (NA)
L'assenza
L'eva
L'In-let
L'Off-let
Quelli che sentir lètti
Sassu On Line
Sex in Sassari
Viaggiatore solitario
Virginio
Z
Coi piedi bagnati d’uva
il ballo dentro al tino risuona di cerchi
di ferro e legno
di sottane da casa
tirate sui fianchi
di grappoli ceruli
e coccole in pegno
decorate di schizzi viola
baccanti operaie poetesse nel brodo
ebbre dai piedi
coi seni alla gola
legan le lingue in un languido nodo
(Alessandro Carta)
visitato *loading* volte

ho sognato di un baciare armonico
lento e persistente
il percuotere e il lambire
i tasti chiusi nello spazio tra gengive
tra le remore del cuore
e la chiave della pancia
ai limiti il respiro
replicava sotto il petto
conducendo poi le mani
su di un nido caldo e bruno
ON AIR
by amilga
http://oboesommerso.splinder.com/post/16507164#comment
arida è la bocca
dell'avaro di baci
e avido è il cuore
del miope amare
corte le braccia
senza slancio d'affetti
e breve è il passo
che li conduce alla fine
non si leva lo spirito
se il mantello è infangato
se il piede calza
villano
e spaiato
non sa prendere il volo
chi ha l'animo meschino
ammal'aria ritorna
capriccio infecondo
di uno sperma bambino
la investe di mille baci sul dorso
dopo il coito la ricopre
di rubini e diamanti
fermo e incantato nell'ultimo suo agìto
è lei che si reca al rifugio
e attraversa l'abside silenziosa e lenta
è lui che la raggiunge alle spalle
rotolando nell'abito gessato
con gestualità dettate dal caso l'abbraccia
seppur circondato dai fidi
sgattaiolando verso le cucce
il letto è una rotonda di rose
a lato la vasca grandiosa sbuffa
l'acqua riversa da fauci di leone
champagne che non ama i colori
e non prova la fame
il brivido del sottosuolo
delle guardie a vista
lo sprezzo delle forze armate
Lol è convessa in slavati vestiti sfioriti
due bianchi calzini mantiene
che lui le vuole sfilare
tranne la cinta che la lega al kimono
le fa in su i capelli
la morde sul collo
l'acchiappa mastino
la gira su sè
la bacia di ore
la vasca ha la forma di cuore
a volte suona l'allarme
e lui deve fuggire
nel tabernacolo delle pie lacrime
ostie di viso si recano a piangere
gli occhi rivolti su al cielo
paesi che brillano stelle
torbide terre si mischiano all'acque
che nere richiamano fosse
a fianco nessuno si turba
nè nota un singulto o un capriccio
infatti si scorgono abissi
nel minimo spazio al bracciolo
michele al taMatete ti apre il cuore di bologna
come un guitto dall'affresco sulle volte dell'alcova
giù per gli angoli di rose dalle lacrime commosse
ti conduce fra la Callas e Medea con Pasolini
fra i sensi del percorso e il barocco bolognino
i cristalli teatrali e piroette ballerine
di dante le commedie e gli inferni clericali
i pater noster in babele recitati dal conclave
e l'ufficio di milena insegna l'ora
magistrale monumento di beltà
stasera la luna ci mostra il sedere
irridente
sarà il rito ambrosiano
a scoprire un volto di donna
dirigibile alata che cala fra guglie
in un bagno di folla
nella piazza gremita del duomo
spargendo abbracci arancioni
con riso piano a lungo e evidente
saranno le macchine-uccello di leonardo
dai lumi a petrolio oscillanti
che aprono ciclici valichi
nella padania a pedali
saranno i draghi dagli occhi di fuoco e le nari fumanti
a cibare i cristiani
o la gentile farfalla gigante
e dai ragni corposi le lungherrime gambe
o i circensi dal cielo che come lievi zavorre
slegati discendono accesi
e un nuovo bolero
ricorda domani
per imbrigliarsi_ femmine
espongono e sovra-spingono
e mettono in gabella
mercanzie da pluriuso
innalzano le vette
invitano alle fosse
allo strizzar guanciali
al battimani avulso
san valentino è alla porta
affrettatevi coppiette
e lasciatevi svettare_
la luna di oggi è un disco di carta
nel cielo di un presto pomeriggio
ostia su un panno di zucchero
e il mondo mi ha perso vincenzo tarkowski_

molesini in ho sognato di ...
Ozren in ho sognato di ...
oggi
maggio 2008
aprile 2008
marzo 2008
febbraio 2008
gennaio 2008
dicembre 2007
novembre 2007
ottobre 2007
settembre 2007
agosto 2007
luglio 2007
giugno 2007
maggio 2007
aprile 2007
marzo 2007
febbraio 2007
gennaio 2007
dicembre 2006
novembre 2006
ottobre 2006
settembre 2006
agosto 2006
luglio 2006
giugno 2006
maggio 2006
marzo 2006
febbraio 2006
gennaio 2006
novembre 2005
ottobre 2005
settembre 2005
luglio 2005
giugno 2005
maggio 2005
aprile 2005
marzo 2005
febbraio 2005
novembre 2004
ottobre 2004
settembre 2004